Wine club: community digitali e la nuova cultura del vino

Wine Club: comunicare il vino in forma nuova (e digitale!)

Piattaforme digitali d’incontro per il mercato B2B, virtual-testing, augmented reality, contenuti interattivi, e-commerce.

Il 2020 è stato l’anno in cui la rivoluzione digitale per il mondo del vino ha avuto una forte accelerazione. Nuovi modelli di business sono entrati in questo magico e ampio mondo per rilanciare la cultura enologica e garantire, allo stesso tempo, la sopravvivenza del settore in un anno che ha fatto i conti con la chiusura di molti canali di vendita.
Tra i nuovi strumenti giunti in soccorso, i Wine Club, innovativi per il mercato italiano, considerati sempre più da imprenditori e marketing manager per la loro effettiva efficacia anche in prospettiva digitale.
I numeri parlano chiaro: secondo le ultime statistiche, il numero di cantine vinicole che adotterà questo sistema nei propri piani d’azione passerà dall’11% (del 2019) al 57% previsto per il 2021.

Insomma, parliamo di un mezzo da cui partire per sviluppare proposte e idee fruibili sulle diverse piattaforme digitali, così supportando positivamente le vendite.
E non si parla di soli obiettivi commerciali, ma anche di brand reputation: cogliere questa opportunità permette alle cantine vinicole italiane di fare awareness, mantenere vivo il rapporto con i consumatori ed avviare un processo innovativo del mondo enologico. 

Ai Wine Club di nuova generazione è fondamentale affiancare un progetto di comunicazione strategica sui canali digitali per promuovere, in primis, il servizio a chi ancora non lo conosce e, una volta attirata l’attenzione del pubblico, mantenere attivo l’interesse con campagne di coinvolgimento e di interazione.


Raggiungere i clienti in target interessati all’offerta proposta non è affatto un processo semplice, se non ben studiato: se il goal finale che tutte le cantine vinicole aspirano è la regolarità nelle vendite, prima di questo è necessario pianificare una serie di azioni che avranno l’obiettivo di creare una community che rimarrà, poi, fedele nel tempo.
Per far questo, il digitale diventa un partner strategico in tutte le fasi del progetto: primo, per la pianificazione esatta di strategie ADV e campagne di proximity marketing nella fase di lancio e per l’acquisizione di lead; secondo, per lavorare sull’instant marketing, con campagne teaser e storytelling per dialogare, interagire e mantenere fidelizzata la community creata.

L’utente si troverà così coinvolto dalla cantina vinicola con cui sottoscriverà il suo personale abbonamento enologico, sentendosi un membro privilegiato appartenente ad una cerchia ristretta di enoappassionati. 

La cultura del vino si trasforma così in un progetto di condivisione e conoscenza.

Digital-not-digital 

Di per sé, i Wine Club non sono uno strumento digitale ma, vista la loro origine, sono più digitali di quanto si possa immaginare: negli anni Settanta, Paul Kalemkiarian, farmacista armeno visionario e appassionato di vino, creò il primo (e ancor presente!) Wine Of The Month Club, per sopperire alle difficoltà di un negozio troppo affollato, cosa che gli rendeva impossibile servire tutte le persone presenti finendo con lo scontentare una parte.
Da qui l’idea di un abbonamento in chiave enologica che aveva lo scopo di far giungere a casa, con cadenza mensile, un vino bianco e un vino rosso garantendo ai clienti un servizio efficiente, e diffondendo allo stesso tempo la cultura del vino.
Un modello di economia a lungo termine, nato per una necessità forse casuale, che vive florido ancora oggi nella maggior parte dei Paesi, tra cantine vinicole e nuove società digitali che fanno dei Wine Club il loro core-business. 

Due parole con Sommelier Wine Box 

Non solo un territorio, non solo un vino e nessuna politica di prezzo.
Unione e racconto delle eccellenze enologiche italiane, sommelier qualificati e vini di nicchia: sono queste le caratteristiche che si racchiudono nel progetto Sommelier Wine Box, start-up italiana capitanata da giovanissimi enoappasionati che credono fortemente ai valori che ci sono dietro ad ogni bottiglia di vino.
Un attenzione al Made in Italy e a tutte quelle piccole realtà meno note che lavorano ogni filare di vite con amore e passione per dare vita a vini di alto livello evocativi di un territorio. 

“Ti portiamo alla scoperta di temi enologici sempre nuovi, scelti dai migliori sommelier d’Italia” è quel che si legge tra le prime pagine della loro piattaforma, loro promessa per gli abbonati di questo servizio d’elite. 

Ma definirlo un servizio sarebbe davvero riduttivo: è un viaggio – da Nord a Sud – alla scoperta di sapori e territori: in ogni box, dietro ad ogni bottiglia di vino, c’è anche un percorso da intraprendere e una storia da ascoltare, consigli, note di degustazione, storie di produttori che raccontano in prima persona le loro terre e il loro credo. 
Un progetto nato solo pochi anni fa, digitale, di nicchia ed esperienziale

Dal passato ai giorni nostri, al futuro: dar vita ad un Wine Club per la promozione di una cantina o di più realtà insieme è senza dubbio un’idea innovativa per promuovere sul digitale il mondo del vino in modo smart.

Ma ecco il promemoria, da stampare ed attaccare accanto alla scrivania, su ogni botte di rovere francese, su ogni finestra del proprio wine-shop: le persone sono importanti, così come le parole, ma lo sono anche gli algoritmi! 
Che sia un Wine Club o una vetrina online, ogni nuovo progetto di promozione va studiato, targettizzato e costruito sfruttando ogni nuova possibile opportunità, così come i canali digitali più adatti e la strategia di comunicazione più giusta, indirizzandola proprio verso chi sarà il prossimo cliente della cantina.

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