6+1 motivi per cui scegliere una strategia digitale nel mondo del vino

OVVERO 7 MOTIVI PER SCEGLIERE SAPER COMUNICARLO:

  1. Il digitale non chiude mai:
    in un periodo come quello attuale questa frase suona in modo più drammatico ma forse più vero. Il digitale non si ferma e non si ferma la possibilità di presentare una cantina e, nella maggior parte dei casi, vendere. Quindi perdere di vista questa grande certezza, o rimandare a giorni migliori una scelta al riguardo, è un grave errore strategico.
  2. Il digitale non esiste
    È proprio così. Oggi il digitale non esiste più. Tutto è digitale. Non ha nemmeno senso parlare di online ed offline. Tutto è integrato, tutto è sinergico. Non avere una identità digitale, intesa come una storia da raccontare e una strategia scritta per raccontarla al meglio, significa non esistere perché tutto, oggi, parla anche in modo digitale.
  3. Vivere offline è un lusso
    Da difendere, ci mancherebbe. Il digitale va controllato per saper scegliere. Siamo travolti da notifiche e circondati da iPhone illuminati? Iniziamo, noi, a controllare le tecnologie che ci stanno attorno. I programmi hospitality e le cene nei vigneti sono degli esempi in cui il digitale deve esistere solo per promuovere l’evento: senza  inquinare la magia del momento. La cantina è lo spazio ideale per difendere con consapevolezza il valore delle tradizioni.
  4. Sul digitale si semina ogni giorno
    Sul digitale si semina sempre. Forse è questa la più grande differenza con un terreno tradizionale dove c’è una fase di semina e una di raccolta. Sul digitale, invece, la fase di costruzione di una reputazione non si esaurisce nemmeno quando il posizionamento di un prodotto è molto alto. Perdere di vista questo percorso, di costruzione di una reputazione aziendale, significa perdere giorni, mesi, anni rispetto a chi ha già iniziato. Raccontiamoci in modo diverso dagli altri e iniziamo a seminare.
  5. Sul digitale si spende pochissimo
    Vero ma anche falso. Vero perché se siamo abituati ad investire ogni anno centinaia di migliaia di euro per comprare pagine advertising su riviste di settore trascurando completamente gli investimenti sul digitale, stiamo mettendo a rischio il futuro della nostra cantina. Falso perché spendendo e convertendo, saremo incentivati a spendere moltissimo perché vedremo i risultati.
    Proviamo a differenziare: le recensioni sono importanti, l’autorevolezza dei media tradizionali pure. Ma investiamo ¼ di quello che avevamo a budget per le pubblicità tradizionali in un nuovo progetto digitale.
    Partiamo per step, tutto si può fare gradualmente, sul digitale. Un e-commerce, una strategia social, un evento in streaming. Ma partiamo: ora!
  6. Il digitale è misurabile
    In cinque minuti. Tutti i giorni dell’anno. Natale compreso. E visto che a Natale mancano due mesi, e che le prospettive non sono così rosee, non ha molto senso aspettare.
  7. Mio nipote è bravissimo su Instagram
    È verissimo: e lo seguiamo anche noi! Ma il digitale è un lavoro, e finché lo affidiamo ai nostri nipoti e cugini, non andremo da nessuna parte. Nel nostro team ci sono tante professionalità diverse: chi segue i contenuti, chi segue le grafiche, chi segue lo sviluppo tecnico, chi segue le inserzioni pubblicitarie, chi segue il cliente. Insomma: o abbiamo tanti nipoti geniali o è meglio affidarsi subito a dei professionisti. 

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